Francavilla Marittima, Calabria

Area Strada, scavi 2011 (Foto Progetto Francavilla 2011)

Dal 2009 l’Istituto di Archeologia Classica del Dipartimento di scienze dell’antichità dell’Università di Basilea conduce indagini archeologiche nella necropoli dell’età del ferro di Macchiabate di Francavilla Marittima (CS), dirette dal Prof. Dr. M. A. Guggisberg. Dapprima eseguiti in collaborazione con l’Università di Groningen (NL), quale parte di un più ampio progetto internazionale di indagine dell’insediamento di Francavilla Marittima e del suo territorio, gli scavi sono stati portati avanti a partire dal 2011 come progetto autonomo dell’Università di Basilea.

Il sito di Francavilla Marittima si trova in Calabria settentrionale, non lontano dalla costa ionica. Durante la prima metà del primo millennio a. C. in Calabria settentrionale e in Basilicata sono stanziate popolazioni locali afferenti alla cultura enotria. Anche a Francavilla sono state scoperte numerose testimonianze di questa cultura.

Pianta dell’area archeologica di Francavilla Marittima (Karte ©histgeo.ac-aix-marseille.fr; CTR Regione Calabria; elaborazione Progetto Francavilla)

A ovest dell’attuale paese di Francavilla si erge sulla valle del Raganello la collina chiamata Timpone della Motta, posta alle falde del massiccio montagnoso del Pollino. Sul Timpone della Motta sono stati indagati ad opera di archeologi olandesi e italiani i resti dell’insediamento antico e di un importante santuario. Il santuario sorge all’inizio del primo millennio a. C. ed è attestato fino al IV secolo a. C. Nonostante l’impianto della colonia greca di Sibari, fondata intorno al 720 a. C. non lontano da Francavilla, la vita nell’insediamento enotrio continua senza interruzione e il santuario vive addirittura una fase di grande prosperità in età arcaica.

La necropoli di Macchiabate, situata a sud-est del Timpone della Motta, è stata indagata tra il 1963 e il 1969 dall’archeologa Paola Zancani Montuoro, portando alla luce ca. 150 tombe a inumazione databili tra la fine del IX e il VI secolo a. C. La maggior parte delle tombe è organizzata in gruppi, formando estesi tumuli comprendenti decine di deposizioni. Si suppone che i tumuli siano relativi a singole famiglie o clan dell’élite locale e quindi che la comunità precoloniale di Francavilla sia stata strutturata in senso gerarchico e dominata da gruppi a base parentelare. Alcune deposizioni sembrano invece trovarsi in posizione isolata, lontano dai grossi tumuli: la più importante di esse è la Tomba Strada, una delle più antiche della necropoli, nella quale è stata rinvenuta una coppa bronzea d’importazione fenicia. Nel caso delle tombe isolate si suppone che il clan aristocratico ad esse relativo abbia con il tempo perso importanza e non sia più stato in grado di costruire ulteriori sepolture intorno alla tomba più antica.

Tumulo della Temparella (Foto Progetto Francavilla 2012)
Tomba Strada 1 Tomba Strada 1
Tomba Strada 1 (Foto Progetto Francavilla 2012)

 

Il chiarimento del rapporto tra la Tomba Strada e i grossi tumuli è al centro delle indagini dell’Università di Basilea. Le ricerche si svolgono nell’ambito della complessa questione riguardante le relazioni tra le popolazioni indigene, i navigatori fenici e i primi coloni greci che si stabiliscono sulle coste dell’Italia meridionale a partire dalla metà dell’VIII secolo a. C. Attraverso lo studio della necropoli di Francavilla ci si prepone di contribuire alla conoscenza della struttura sociale indigena precoloniale e di indagare le conseguenze della fondazione di Sibari sulla comunità locale.

Le campagne di scavo finora effettuate dall’Università di Basilea hanno avuto come oggetto l’area a nord della Tomba Strada e hanno portato alla scoperta di altre tombe databili all’VIII secolo a. C. Esse sono accomunate dall’orientamento e dall’architettura funeraria e sembrano ispirarsi alla Tomba Strada, formando così un nuovo gruppo tombale. La Tomba Strada (denominata quindi Strada 1) non appare più come monumento isolato ma fa parte ora di un esteso gruppo di sepolture. In che modo questo gruppo si inserisca nel quadro della necropoli e quali siano le sue caratteristiche ed estensione sono questioni che verranno indagate nelle indagini future.

Alle campagne di scavo annuali prendono parte studenti e collaboratori dell’Istituto di Archeologia Classica del Dipartimento di scienze dell’antichità dell’Università di Basilea. I lavori sul campo sono condotti come scavo di ricerca e scavo scuola e offrono agli studenti basilesi la possibilità di acquisire conoscenze pratiche. Visite dei musei e siti archeologici della regione contribuiscono inoltre alla comprensione dell’archeologia dell’Italia meridionale antica. Gli scavi e la loro elaborazione sono finanziati dal Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca Scientifica (SNF) e sono al momento pianificati fino al 2022.